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 La storia del Casato

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Tancredi
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MessaggioTitolo: La storia del Casato   Sab Apr 24, 2010 6:13 pm



La famiglia dei Rossi di Parma ha origini che risalgono attorno al XII secolo ed è una delle più note della pianura emiliana. Fin dall'origine, i Rossi hanno numerosi possedimenti sparsi nel territorio di Parma, i nipoti di Orlando Rosso, considerato come “capostipite” del ramo parmense, Bernardo e Sigifredo, nel 1164 ricevono in restituzione la signoria della quarta parte di San Secondo Parmense, che faceva già parte dei loro possessi, per aver vinto una causa contro i Canonici della Cattedrale della diocesi di Parma che la detenevano abusivamente, essendo proprietari solo di una parte di essa. I discendenti ne mantennero il possesso, infatti nel 1210 Orlando e Ugo Rossi dettero terre in feudo in San Secondo; nel 1230 Bernardo di Rolando Rossi, cognato di papa Innocenzo IV, vi aveva delle proprietà; nel 1315 i Rossi avevano già un castello a San Secondo.
Nel 1365 Ugolino Rossi, Vescovo di Parma, favorisce la cessione delle terre di San Secondo del Capitolo della Cattedrale di Parma, ai suoi nipoti: i fratelli Bertrando e Giacomo Rossi, che diventerà primo conte di San Secondo, ed apriranno la dinastia rossiana sul territorio, che divenne uno dei centri dello stato rossiano, per poi estendersi nel territorio parmense.
La peste del XIV e inizi XV secolo mise a dura prova tutto il territorio italiano. Gran parte della popolazione delle maggiori città dovette fuggire verso le campagne per tentare di sfuggire al morbo. Tale situazione non lasciò scampo nemmeno alla famiglia parmense che si vide costretta a vendere molti territori per far fronte al fallimento e ai debiti di alcune attività di famiglia, stroncate dagli eventi. E’ così che nei primi anni del XV, I Rossi si disperdono nel centro-nord creando rami anche in Romagna, Lombardia e Toscana.

Il 25 marzo del 1413 nasce nel castello di Berceto, Pier Maria Rossi, figlio di Pietro Maria Rossi I e Giovanna d’Ugolino Cavalcabò. Nasceranno poi due sorelle e un fratello, Giacomo II. Quest’ultimo partirà poi giovanissimo, creando il ramo senese della famiglia.
Si dedicò alla propria formazione culturale a Milano, presso la corte dei Visconti, dove impara il latino, il greco, lo spagnolo e il provenzale. Nel corso dei suoi studi di medicina, conosce Eirnín O`Donnell, una delle figlie di un funzionario dell’ambasciata irlandese, poco più grande di lui, e se ne innamora. Si sposano all’età di diciassette anni e poco dopo nasce il primo e loro unico figlio: Tancredi. Infatti, per complicazioni dovute al parto, la giovane moglie muore pochi giorni dopo. Pier Maria, non potendo gestire da solo il figlio in fasce, turbato dal dissesto economico che ancora grava sulla famiglia, lo porta a Como presso la corte della nobile famiglia dei Borbone. Tra le due famiglie vi era da sempre stata amicizia e grande collaborazione commerciale fin dalla loro prima comparsa in territorio ducale. Fu così che Tancredi fu affidato alle cure della famiglia borbonica specialmente alle attenzioni della giovane ma già molto conosciuta in ambito politico, Polimnia di Borbone.
Pier Maria nel frattempo si dimostra un astuto e coraggioso guerriero e divenne un abile condottiero, amico di Francesco Sforza, allora capitano mercenario al soldo dei Visconti. Partecipa alla prima guerra contro la Repubblica di Venezia che terminerà con la pace di Ferrara del 1433, dove il Ducato perse i territori di Brescia e Bergamo a favore della Serenissima.
Di ritorno dalla guerra, riprese a frequentare la corte milanese dove conobbe Bianca Pellegrini, bellissima dama già sposata ad altro uomo ma troppo “debole” per opporsi al Rossi. I due si innamorarono e quando Pier Maria tornò a Parma, lei lo seguì. Per lei fece costruire il castello di Roccabianca in suo onore e ristrutturare quello di Torrechiara che li vedrà come amanti.
Mentre Tancredi cresce a villa Borbone, nel 1435 il padre viene chiamato da Filippo Maria Visconti a combattere nella guerra tra Angioini ed Aragonesi che terminerà con la pace di Cremona del 1441. Pier Maria viene ferito gravemente in uno scontro proprio contro i mercenari dello Sforza, alleati nella prima fase della guerra e poi avversari sul finire di essa. Riportato a Milano per la guarigione, assiste alla crescita del figlio che lo indottrina sulla via militare contrariamente alle aspettative della sua giovane madrina.
Ma le ferite riportate in battaglia durano a guarire e le continue febbri indeboliscono il Rossi che deve ritirarsi dalla vita militare e tornare a Parma dove passerà gli ultimi anni della sua vita nel castello di Torrechiara assieme alla sua bellissima amante.
Tancredi preferisce stare lontano da quella situazione che reputa un tradimento del ricordo per la madre e rifiuta di raggiungerlo trasferendosi a Novara per crearsi una propria vita. Tornerà a Parma solo nel finire del 1455 quando riceve notizie della morte del padre.
Ancora più solo di prima, Tancredi entra a far parte a tutti gli effetti del Casato dei Borbone come figlio adottivo di Emilian, residente allora a Parma. Ma nella sua mente e nel suo cuore arde il desiderio di formare di nuovo il Casato dei Rossi, ora come ramo della famiglia che l’ha ospitato, curato e istruito fin dalla sua infanzia.
Come da tradizione rossiana, è portato per l’uso delle armi e da dimostrazione di essere un abile condottiero. Dopo essersi arruolato nell’esercito in gennaio dell’anno successivo, si dedica alla sua organizzazione proponendo sempre grandi innovazioni. Grazie a questo scala rapidamente la gerarchia militare
In quei giorni riceve una visita gradita. Arriva da Mirandola dove si trova fuggito dalla famiglia senese Adalgiso, figlio di Giacomo, fratello di suo padre. Questi si trasferisce a Parma e assieme al cugino ravvivano l’idea di ricreare il grande casato.
Partecipa attivamente al partito fondato da quella donna che l’ha cresciuto e istruito, Polimnia, e candidato alle elezioni di giugno, viene nominato Capitano dell’Esercito del Ducato di Milano.
Verso la fine del mese successivo conosce, durante uno dei suoi giri per il Ducato come Capitano, dama Shivani Kuriko Neveras e se ne innamora perdutamente. Dopo tre settimane di lettere spedite da tutte le città del Ducato, si incontrano di nuovo e si fidanzano a Lodi.
Con lei entrano a far parte della sua sfera affettiva il figlio adottivo di lei, Alessandro detto “Ignotus” al quale viene suffisso il nome irlandese Ryann, come capiterà poi con tutti i figli in ricordo della madre mai conosciuta. Successivamente arriveranno gli altri figli adottivi: Cangrande Killian detto “Fahellas”, Mark Liam detto "Cannato" e Hoarah Eileen. Tutti i figli si dedicheranno alla vita militare sulle orme del padre di loro spontanea volontà, come per dimostrare di appartenere nello spirito alle tradizioni di famiglia.
Tancredi ottiene il titolo di Conte di Fidenza al suo terzo mandato come Capitano al servizio del Ducato, guidato a quei tempi in modo magistrale dalla zia Polimnia, riscattando così tutti i territori della famiglia e tornando in possesso delle terre dei suoi avi.
Tancredi e Shivani si sposano il 10 novembre 1456 a Milano e si trasferiscono definitivamente nella città emiliana, suggellando così il loro amore e dando vita ufficialmente alla nuova dinastia dei Rossi di Parma, ramo del grande Casato dei Borbone.


Ultima modifica di Tancredi il Ven Lug 09, 2010 2:45 am, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: La storia del Casato   Dom Apr 25, 2010 2:38 am

Passarono da allora mesi di festa e tristezza,
d'amore e di solitudine,
di addii e di ritorni,
di guerra e di nuovi abbracci,
di figli che la vita s'è ripresa ed altri che ha donato...

Passarono le prime settimane da quel matrimonio che sancì la ricomparsa del Casato e come frutto di quell'unione nasce a dicembre la prima figlia naturale di Tancredi e Shivani e la chiamano Skarlotta Ashling dei Rossi. Ma non è l'unica nuova figlia che va ad aggiungersi alla prole dei Rossi. Vengono riconosciute ed adottate infatti due sorelle di Hoarah: Serenedi, che confezionò i bellissimi abiti del loro matrimonio e Siria, parmigiana di nascita ma residente a Guastalla. Prenderanno anche i nomi rispettivamente di Eilis e Sabìa, come consuetudine per i figli di Tancredi e Shivani. E' gran festa nel Casato per l'allargarsi della famiglia.
Una gioia che dura però ben poco. Si spengono infatti nei primi mesi del nuovo anno LadyUriel, la sorella di Shivani che entrò a far parte del Casato al momento del matrimonio e successivamente la giovane Hoarah, colpita da un male inguaribile. Il nero del lutto avvolge il Castello di Torrechiara ed il cuore dei suoi abitanti ma la vita che continua a scorrere pretende che uomini guardino avanti, ai loro obblighi e doveri, incurante del loro dolore.

Con la rinascita ed affermazione in campo europeo della Serenissima Repubblica di Venezia, un figlio lascia la corte dei Rossi per cercare forse le proprie origini oppure uno spazio nuovo per sè. Triste è il saluto tra Tancredi e Cannato, tra padre e figlio, in quella mattina fredda d'inverno. Il conte provò a convincerlo ma sapeva di non poterlo fermare... d'altronde lui fece lo stesso molti anni prima trasferendosi a Novara.
Ma non vi sono tutti e solo cattivi eventi in quei primi mesi del 1457. Diversi membri del Casato si impegnano in ambito amministrativo nelle loro città e anche a livello Ducale: Tancredi ed Adalgiso si ritrovano per la prima volta anche tra i seggi del Consiglio del Ducato di Milano, uno come Capitano e l'altro Sergente. Ignotus ricopre l'incarico di Sindaco a Piacenza mentre Fahellas è VicePrefetto ad Alessandria. Anche Shivani a Parma si da da fare e diviene Tribuno, sfiorando per poco la nomina a Sindaco della città.

Un altro evento umanamente disastroso ma inevitabile segna paradossalmente in positivo la storia del Casato rossiano. La Repubblica di Genova dichiara guerra al Ducato di Modena, seguita dal Ducato di Milano.
Tancredi si ritrova così a combattere contro Modena e le sue armate schierate a Guastalla dove, inesorabilmente, il fato ha voluto che vi fosse arruolata sua figlia Siria, fino a pochi giorni prima di stanza a Massa.
E' proprio durante l'inizio del conflitto che Tancredi viene a conoscere a fondo sua figlia Siria, così vicina ma fino ad allora tanto lontana. Si instaura così un rapporto che si evolve e migliora giorno per giorno fino a fiorire nell'amore naturale di un padre verso una figlia, qualcosa di sacro e profondo che nemmeno la guerra che li ha visti uno contro l'altro, ha infranto.
Spostandosi successivamente a Mantova, conosce i figli di Siria e Giorgio Malaspina detto Hasbra, i suoi nipoti. Grande è l'affetto che nasce verso la piccola Valentina, così giovane ma così determinata nel difendere il nome del nonno tra le sue stesse genti ed amici che lo reputano poco più di un brigante. Infatti addirittura una taglia viene posta sul capofamiglia dei Rossi dove contribuiranno anche inaspettati nobili e figure della politica modenese e non solo, fino a raggiungere i seicento ducati... una ricompensa che non verrà mai riscossa.

La disfatta a Spezia di parte delle armate genovesi, il cambio alla guida del Ducato di Milano e le incessanti proteste dell'ecumene imperiale, decretano la fine di questa strana guerra. Fortunatamente nessuno dei famigliari ha riportato ferite ma diversi amici di vecchia data sono stati feriti e chi in modo serio. C'è stato anche chi è stato ucciso ma ha ritrovato la via per rinascere grazie alla propria fede. Ma così non è stato per una di questi compagni d'arme che lascerà per sempre un vuoto incolmabile... Dopo tre interminabili mesi, buona parte del Casato dei Rossi fa ritorno alle rispettive dimore. Da lì a poco, alla famiglia dei Rossi viene riconosciuto il titolo di Casato di Alta Borghesia.



Ultima modifica di Tancredi il Dom Apr 25, 2010 11:11 pm, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: La storia del Casato   Dom Apr 25, 2010 2:39 am


Arriva l'autunno con i primi freddi e le sue malattie. Inizia il lungo calvario di Shivani, afflitta da una misteriosa malattia che la debilita ed è costretta a stare lunghi giorni a riposo o in cura dalle Sorelle della Badia di S.Maria della Neve, nei pressi del castello, in modo da essere sempre assistita dalla famiglia che la circonda con il suo affetto. Nei pochi momenti di benessere, riesce a portare avanti il suo lavoro e le sue faccende e a studiare medicina, senza ricercare attenuanti per se stessa, dimostrando grande forza, dignità e carattere, nonostante il dolore e la fatica.
La nuova stagione porta anche importanti notizie. Nasce ad Alessandria la seconda figlia di Fahellas che la chiama Angelica Eline dei Rossi. Poco dopo Rachele però lo abbandona al difficile compito di allevarla. Nascerà quindi un forte legame tra padre e figlia che caratterizzerà le loro scelte future.
Tancredi viene intanto insignito del secondo titolo nobiliare con il titolo di Conte di Colorno. I possedimenti rossiani aumentano a dismisura e con essi il potere intriseco della famiglia. Per celebrare tale evento e l'anniversario del matrimonio del Conte, viene allestita al Castello di Torrechiara una gran festa dove numerosi sono gli ospiti di diversa estrazione ed occupazione. Prevalentemente soldati, amici di tante battaglie, ma anche nobili come il Conte Markus Gian Maria Casanova e la successiva visita del Cardinale Lucibello di Borbone, zio di Tancredi e più modesti cittadini di Parma e dintorni.
La festa per essere la prima celebrata è un bel successo e Tancredi già pensa ad altri ricevimenti.
La festa per il compleanno del Conte e per l'anniversario del matrimonio è oscurata dall'apatia e dalla scarsa voglia di vivere della moglie, dovuta probabilmente ad una forte depressione. Tancredi cerca in ogni modo di coinvolgerla ma lei sembra sempre più distante e flebile.

Intanto una nuova bimba nel Casato dei Rossi arriva nella seconda settimana di Dicembre. Fahellas si fidanza con Rosa d'Asburgo Dargovia detta Robyb, ed insieme adottano una graziosa bimba dai capelli neri e lo sguardo sveglio e la chiamano Anna Violante dei Rossi, detta Nuvola_Sbarazzina.
Intanto dall'altra parte del ramo di famiglia, Adalgiso e Bismuta Bentivoglio convolano a nozze e da lì a poco nascerà Manuel dei Rossi, ragazzo avventuroso ed intelligente.

L'inizio dell'anno 1458 per il Casato non si prospetta affatto facile.
Shivani è sempre più distante mentalmente ed anche fisicamente. Tancredi conosce una dama e lentamente se ne innamora. Divenuto certo di questo sentimento verso un'altra donna, Tancredi informa Shivani di ciò e lei preferisce quindi chiudersi nel convento e nonostante una prima decisione comune di continuare assieme ad occuparsi della famiglia e dei figli, la abbandona, straziata dal suo dolore. Chiederà il divorzio dalla moglie ottenendolo dopo un turbolento processo, alla fine di maggio. Intanto Mark, disgustato da questo evento e ripudia il padre e si allontana dal Casato rossiano.
Anche Adalgiso non ne esce indenne. La moglie improvvisamente si ammala anche lei e sparisce dalla vita sociale della famiglia mentre Adalgiso continua la sua esistenza in ombra. Manuel crescerà a fianco della "cuginetta" Skarlotta con cui legherà molto, assieme a Tancredi, iniziando anche un bel rapporto con la nuova dama di Tancredi, Corinne de Jourdonnais Sforza, detta Bloom.74.

Scoppia la guerra tra Milano e Genova e quasi tutta la famiglia è chiamata alle armi. Tancredi sosterà in difesa del Ducato a Pavia assieme a Corinne mentre Fahellas e le sue figlie sosteranno ad Alessandria, sempre in fase difensiva. La guerra combattuta dura non più di tre giorni. E' un trionfo per le truppe milanesi ma il Duca vigente non è capace di sfruttare tale vittoria e si protende un'inutile guerra al fianco di alleati praticamente inutili per due mesi. La nuova Duchessa, Maria Iolanda Stibbert, contraria alla guerra, riesce ad ottenere una pace migliore del suo predecessore dopo aver ripreso le ostilità ed aver conquistato la capitale Genova.
E' durante la guerra che Tancredi conosce Jolene Widdman, adottata anni indietro dall'amico Braken ma ora ritrovatasi senza famiglia. Il conte l'accoglie in casato come figlia adottiva e gli dona il nome irlandese della madre divenendo Jolene Eirnin dei Rossi.
Poco dopo la fine delle ostilità, nel giugno1458, Cangrande ottiene finalmente la nobiltà ricevendo la baronia di Torrechiara e rinuncia così alla Signoria di Langhirano che ora potrà gestire personalmente. Poche settimane dopo si sposa ad Alessandria con Rosa Beatrice che entrerà a sua volta a far parte del Casato, dopo essere stata cacciata dagli Asburgo.
Tancredi intanto, scontata la penitenza religiosa assegnata dalla Chiesa per aver sciolto il primo matrimonio, si fidanza ufficialmente con Corinne de Jourdonnais che entra a far parte del Casato ed annuncia la sua gravidanza. Un nuovo pargolo è in arrivo per il Casato dei Rossi! L'ultimo figlio adottivo di Corinne, Onto91 chiamato Enrico Connor de Jourdonnais, viene accettato nel Casato che si ingrandisce sempre più.
Intanto da Pavia giunge la lieta novella. Una missiva di Alessandro, il primo figlio di Tancredi, annuncia il suo ritorno nella comunità dopo la lunga permanenza nel convento piacentino.

*** Continua... ***
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MessaggioTitolo: Re: La storia del Casato   Sab Set 25, 2010 10:23 pm

Nel periodo successivo, il Casato si espande notevolmente, oltre che numericamente, anche in prestigio.
La parte da protagonista è svolta dal "ramo alessandrino" della famiglia. Poche settimane dopo il loro matrimonio, nasce ad Alessandria Priscilla Elettra dei Rossi, figlia di Rosa e Cangrande. Questa nascita attenua in parte il dolore per la prematura scomparsa di Anna Violante, la loro figlia adottiva, colpita da una brutta malattia. Eline, appena qualche tempo prima, mise alla luce una bellissima bambina e la chiamò Sophia Sarahjane dei Rossi, che verrà conosciuta con il nomignolo di Spezia75, il cui padre rimarrà per sempre sconosciuto ai suoi genitori.
Agli inizi di agosto, Agorà dopo l'ennesimo e ultimo successo elettorale, pone come proprio candidato Cangrande il quale, grazie alle sue capacità di mediatore politico, riesce ad ottenere una maggioranza in Consiglio e viene eletto Duca. Un dei Rossi siede così per la prima volta nella storia sul seggio del Duca di Milano. Subentrerà quindi in Consiglio al posto della moglie Rosa, che svolse egregiamente l'incarico di Prefetto.
La felicità invade quindi lo spirito di famiglia e l'orgoglio dei suoi esponenti, tra cui Tancredi il quale, nel frattempo in accordo con la fidanzata Corinne e con il Casato tutto, adotta Sofia Minerva de Carignano, già Signora di Ravecchia, come figlia adottiva.
Anche per la stessa Corinne inizia una nuova parentesi. Oltre alla gravidanza ormai vicina al suo termine naturale, dopo aver trascorso un mandato ad inseguire incarichi su incarichi come sostituta, si ritrova a detenere l'onere della difesa della capitale come Capitano, alla guida della sua prima armata. Ciò allontanerà, solo fisicamente, i due fidanzati costretti a tale separazione dai rispettivi compiti.

Continua la positività di tale periodo con l'annuncio di fidanzamenti e di imminenti matrimoni.
Tancredi con Corinne convolano a nozze il terzo giorno di novembre del 1458, matrimonio che era già nell'aria da tempo ma rimandato per diversi motivi. Celebrato a Parma, dopo giorni di preparativi, ha visto la partecipazione di buona parte della famiglia che ha potuto raggiungere la città e di importanti esponenti del Clero come il cardinale Tebaldo "Heldor" Foscari e l'arcivescovo di Milano Kemnos. I due testimoni furono persone importanti e grandi amici dei due cogniugi... Tancredi scelse infatti l'ex marito di Corinne, Jose Palafoxii mentre Corinne scelse il più fidato collaboratore del marito e grande amico di entrambi, Gordias "Spartano" Epelfing.
Successivamente è la volta di Maria Luna detta Tamititti, sorella da parte di padre di Tancredi che lo ha raggiunto nei mesi precedenti, ricevere dal suo fidanzato Conteromano, al secolo Tancredi de Tuscolani, una proposta di matrimonio, con il benestare del conte dei Rossi.
Anche le figlie del Casato decidono il loro futuro. Jolene a Fornovo si innamora di Roberto del Grillo, detto Dottoroby, grande amico di Tancredi e membro del suo Stato Maggiore, mentre anche a Parma la piccola e dolce Skarlotta trova un amico "speciale" in un giovane parmigiano che tutti chiamavano Giodio78 il quale rimane costantemente sotto l'attento occhio del padre "geloso".
Ma la notizia che più ha rimbombato nelle sale del castello in quelle settimane, o meglio prima a palazzo dei Rossi ad Alessandria, è stato il fidanzamento tra Eline ed un esponente della potente famiglia Sforza, Edoardo nipote di Corinne, detto "DJtre". La notizia accoglie Cangrande e tutto il Casato tra lo stupore e la successiva felicità. Infatti, dopo un lungo momento di riflessione durante un banchetto al Castello di Torrechiara, ilbarone concede il permesso a tale unione.
Nella stessa giornata, la famiglia riceverà dal Collegio Imperiale dell'Araldica l'attestato di riqualificazione a Casato Nobile.




Ultima modifica di Tancredi il Sab Lug 09, 2011 12:17 pm, modificato 1 volta
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Tancredi
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MessaggioTitolo: Re: La storia del Casato   Sab Lug 09, 2011 12:45 pm


L'anno 1458 si conclude con diversi eventi, come sempre alcuni lieti ma altri decisamente meno felici.
Come conclusione del suo operato di Duca, l'Araldica imperiale assegna a Cangrande il secondo feudo diventando così Visconte di Montechiarugolo, sulle rive del fiume Enza, in continuità con la sua Baronia di Torrechiara già avuta in precedenza.
Si consolida così la supremazia rossiana nel parmense.
Permane però quella che sembra una maledizione per Cangrande e Rosa. Nell'arco di un mese infatti periscono a causa di malattie le piccole Priscilla e la nipote Spezia, lasciando il visconte e la sua sposa nel più grande dei dolori.
A Parma invece, alla fine del mese di ottobre, dopo pochi giorni dopo il suo compleanno, prima del matrimonio, Corinne partorì il piccolo Giacomo III Aidan dei Rossi che diventerà il nuovo ambito passatempo conteso dalle varie sorelle che si ritrovano sotto lo stesso tetto. Sofia infatti poco dopo l'adozione si trasferisce a Parma assieme alla figlia Calyen, che prenderà anche il cognome dei Rossi, e al fratello.
Una volta trasferitasi, Sofia adotterà Gemma Zaffiro che entrerà anch'essa a far parte della famiglia ormai sempre più numerosa nel parmense.
Anche Jolene, l'ultima sorella rimasta nella zona, escludendo Serenedi che aveva intanto fatto ritorno a Udine, annuncia la rottura del fidanzamento con Roberto del Grillo e quindi il suo imminente traferimento a Parma.

Ma all'inizio del 1459, la Svizzera invade la Savoia, alleata di Milano ed i giovani rampolli dei Rossi partono alla volta della città di Annecy.
Questa guerra, combattuta in territorio savoiardo che si concluse con un nulla di fatto dopo l'assedio di Chambery e successivametne quello di Ginevra, dove anche le truppe inviate dal Conestabile presero parte, fu l'ultima impresa bellica dell'esercito delle Copagnie Militari Milanesi organizzata e diretta da Tancredi. Infatti, l'ennesima cattiva gestione da parte delle autorità ducali e altri successivi eventi di sdegno da parte di alcuni esponenti della nobiltà milanese, fecero prendere una decisione al Conte che mai nessuno si sarebbe aspettato.
Non si presentò infatti per il successivo mandato da Conestabile. Questo suscitò scalpore sia nella famiglia, tra gli amici, nell'esercito e in tutto il Ducato. Qualcuno forse gioì, tra i più maligni ma i più tentarono di riportare il conte verso un'altra strada. Ma invano.
Così come esattamente un anno prima ne prese il controllo, fondando le CMM, il 1° febbraio 1459, Tancredi conclude il mandato da Conestabile ed inizia l'inesorabile ritiro dalla vita militare per dedicarsi a qualcosa che meritava molto di più la sua attenzione... la sua famiglia e i suoi amici.
L'amico Gordias prende il posto di Tancredi ma numerose sono le dimissioni in seno all'Esercito, con la partenza del padre di tutto ciò che era. Tancredi però, con l'amaro nel cuore, non può farci più nulla.

A metà gennaio anche l'amore tra Rosa e Cangrande finisce improvvisamente. Tancredi non può certo condannare il figlio e allo stesso tempo invita la dama a restare in famiglia. Rosa però non se la sente e preferisce viaggiare per ritrovare amici e parenti altrove e rimanere una buona amica, promettendo però che un giorno farà ritorno a Parma per prendervi residenza.
Anche tra Maria Luna e Tancredi dei Tuscolani, l'amore finisce ma in modo più tragico. Si dice che Conteromano abbia trovato la morte a Como... di lui non si hanno più tracce infatti da un suo viaggio nella città alpina. Di Maria Luna invece si parla di un incidente di caccia, accaduto nei primi giorni di maggio. Il suo cadavere non fù mai trovato... solo quello del suo cavallo caduto da scarpata nel fiume vicino a Torrechiara. Il fratello Tancredi di quanto accaduto prima e dopo quella battuta di caccia non ha mai voluto parlarne, custode solitario di tutta la verità. Quello che ne risultò fu quindi la perdita di una sorella a lui molto cara. Ebbe però il piacere di essere incaricato di occuparsi dei nipoti. Tamititti infatti ebbe da Conteromano un figlio, Alessandro Lodovico il quale preferì adottare il cognome dei Rossi, sentendosi parte di questa famiglia. Oltre a lui, ma già grande e non abbisognava di custodia, anche Diamante dei Rossi, detta "Pizzina", preferi continuare ad essere parte della famiglia rossiana.

Sofia Minerva parte e si trasferisce nella Repubblica di Siena assieme al suo fidanzato, Ludovico, un giovane massese che si era a sua volta trasferito a Parma per vivere con Sofia, seguita da parte dei suoi famigliari.
Jolene intanto riallaccia i legami con Roberto del Grillo con il quale, dopo essersi trasferita a Parma, si sposa in segreto annunciando il tutto solo a matrimonio finito.
Libero dai suoi impegni con l'Esercito, l'ultimo giorno di luglio del 1459, Tancredi decide di sciogliere la sua armata che era divenuta la più antica di tutta Europa. Partiranno per il loro viaggio di nozze che li terrà lontani per un paio di mesi, un viaggio per tutta la penisola italica. Al suo rientro, Corinne mostrerà orgogliosa i segni della sua nuova gravidanza.
All'inizio del nuovo anno, la Contessa consorte darà alla luce la bellissima Helena a cui viene affiancato il nome irlandese Leah, ovvero "Raggio di sole".  Ma la gravidanza appena trascorsa e i nuovi impegni famigliari non le impediscono di divenire membro dell'Araldica imperiale sostenendo e superando un esame come Araldo grafico.
Tancredi decide infine di nominarla come sua rappresentante per il feudo di Colorno concedendogli il ruolo di Castellana di Sanguigna e riservando il ruolo di Castellana di Castione dei Marchesi, come rappresentante per il feudo di Fidenza, alla figlia Skarlotta.
Nel frattempo Minerva lascia Ludovico e si fidanza con Mauro Dondi de Falconieri e si trasferiscono ad Arezzo dove si sposeranno. Anche Cangrande rivela il suo fidanzamento con Annalisa de Luna de Curtis, cosa che crea un pò di attrito con Corinne ma con il passare del tempo le cose andranno apparentemente migliorando. Da questo matrimonio nasceranno nel corso dei mesi successivi tre nipoti: Eliana "Matelda" , Alice detta "Fragola" e Kristal "Grace_" dei Rossi De Luna De Curtis.
Sul piano nobiliare, Cangrande riceve ciò che gli spetta dopo i tanti impegni presi al servizio del Ducato come Duca e nelle molteplici vesti trascorse di soldato e politico. In Marzo riceve il riconoscimento di Cavaliere di Benemerenza del Ducato di Milano e successivamente con alle spalle tre nomine come Duca, nel settembre dello stesso anno 1460, gli viene assegnata la Contea di Palanzano.
Anche Jolene regala alla famiglia due bellissime bimbe: Rosatea, ragazzina che era stata abbandonata al convento vicino Fornovo e quindi adottata, e la nascitura Olivia Niahm, che verrà chiamata da tutti "Holly".

Tancredi ultima le nomine dei suoi rappresentanti locali nei suoi feudi. Il conte sceglierà Josè de Palafox Tornielli, suo testimone di nozze ed ex marito di Corinne, il nipote Alessandro, la figlia Helena e gli amici Roland Deschain Sarnek del Grillo e Berenice Alisee Asburgo D'Argovia. Per la moglie riserva l'importante feudo di Sissa e ne diviene sua Signora.
Durante i controlli araldici necessari per l'assegnazione delle castellanie, emerge dalla combinazione di alcuni vecchi alberi genealogici, che il suo fidato cavaliere Josè è in realtà un suo lontano cugino. Sembrerebbe infatti che i rispettivi bisnonno e bisnonna fossero primi cugini. Tancredi comunica l'intenzione a Josè di accoglierlo in casato, concedendogli di conservare il proprio cognome.
Messe al sicuro le sue terre, Tancredi decide di intraprendere per la prima volta la via amministrativa e di governare la sua città: Parma! Si sostituisce per breve tempo a sua nipote Camilla Elena de Tuscolani e quindi si candida alle successive elezioni, ottenendo a pieno titolo il ruolo di Sindaco della città.  Anche Corinne ritorna in Consiglio ricoprendo il ruolo di Portavoce, prima del Duca e figliastro Cangrande e successivamente della neo duchessa Sara Ferramosca, ricoprendo inoltre l'ambito ruolo di Araldo Territoriale di Milano.
E' in questo periodo che Minerva fa ritorno dalla toscana dalla sua amata famiglia che l'accoglie con grande gioia e con un titolo... quello di Castellana di Copermio.

Dopo un qualche mese Tancredi viene a sapere dell'adozione di Cassandra Lilian da parte di Serenedi la quale annuncerà il proprio ritiro in un lontano convento del sud, per motivi di salute. La famiglia continua comunque a crescere e divenire sempre più importante. Infatti da lì a poco a Cangrande viene assegnata la Contea di Palanzano e la figlia Minerva diviene la nuova Duchessa di Milano. A seguito dei suoi servizi per il Ducato, Sofia verrà successivamente nominata nuova Baronessa di Castelmozzano.
Altri nuovi parenti emergono come nipoti dal ramo Sforza del casato di Corinne e si trasferiscono in massa a Parma,  rendendo la città molto vivibile e frequentata come non accadeva da anni.
Il nipote Alessandro rinuncia al titolo di Castellano di Gramignazzo che verrà quindi assegnato ad Olivia mentre per Tancredi è di nuovo tempo, dopo una breve pausa per un breve viaggio, di tornare a fare il Sindaco e ad occupare un ruolo rilevante nella società milanese. Dopo poco tempo di prova, diviene il nuovo Cartografo Territoriale di Milano e coltiva così la sua passione per la cartografia.

Animata dalle storie di guerra che il padre le raccontava fin da piccola, la figlia Helena decide di partire per la spedizione imperiale in svizzera come volontaria al fine di punire i nemici dell'Impero. Troverà al fronte altri giovani parmigiani come Roberto Emanuele e altri castellani del padre come Roland Deschain. La spedizione riuscirà nella conquista di Ginevra e dopo quattro mesi la figlia tornerà a casa assieme ai suoi compagni d'arme.
Nel frattempo casato si allarga. Tancredi e Corinne decidono di adottare un ragazzo parmigiano che aveva vissuto buona parte della sua giovane vita tra i frati del vicino convento benedettino di Sanguigna, a cui avevano affibbiato il nome di "Gomak". Un giovane a modo e gentile che colpisce positivamente la coppia che decide di chiamarlo Giovanni Gomak dei Rossi. Il ragazzo si sposerà con una nipote di Corinne, Anaulas De Ciccis Sforza.
La gioia del ritorno della figlia e del matrimonio di Giovanni viene però mitigata dal ritiro in convento della moglie, improvviso e preoccupante...

Giovanni ispira molta fiducia nel prossimo e viene scelto dal Marchese Bosio I Sforza come suo castellano di Villasanta.
Dopo un paio di mesi nasce Corinne Shalama dei Rossi, figlia di Giovanni ed Anaulas che così la chiamano in onore della nonna che, per puro caso, con essa condivide il giorno di nascita. Nel frattempo la figlia Sofia Minerva si sposa a Parma con Romualdo Edoardo Gattamelata il quale si trasferisce in città. Anche la giovane Kristal raggiunge l'età per maritarsi e si sposa a Novara.
Tancredi ha occasione di rivedere Corinne per il compleanno di lei, e il conseguente compleanno di Giacomo e l'anniversario di matrimonio ma poi è costretta a ritornare nel convento.


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MessaggioTitolo: Re: La storia del Casato   Sab Gen 11, 2014 11:42 pm



Siamo nel Gennaio del 1461. L'amata Corinne è ancora costretta all'interno delle mura del Convento e le sue comparse si fanno sempre più rare e brevi. Nel frattempo a Parma ritornano la nipote Valentina Gioia che viene "costretta" quasi dal nonno a prendere l'impegno di trasferirsi a Parma e la figlia Helena per una breve pausa, dopo la sua lunga permanenza in un'armata delle CMM. La loro presenza e quella di tutti i parenti che sono in città, contribuisce non poco ad allontanare la malinconia e la solitudine del Conte, almeno per buona parte delle sue giornate.
Sofia e gli altri famigliari del ramo cadetto avevano intanto preso le redini organizzative e gestionali della città, cooperando attivamente tra loro e la popolazione tutta. Tancredi continua a detenere il suo ruolo di Catastale essendo subentrato alla moglie, dando sfoggio delle sue capacità urbanistiche e grazie alla cooperazione con i vari sindaci e consiglieri che si sono susseguiti negli ultimi mesi. L'incarico che gli viene affidato della progettazione e realizzazione delle mura cittadine lo riempie di rinnovato spirito, permettendogli di combinare così le sue conoscienze ingegneristiche con quelle militari.
Poco dopo, ai primi giorni di Aprile, Giovanni ed Anaulas partono per la toscana assieme ad una sostanziosa parte di cittadini parmigiani, tra cui i famigliari del casato Sforza, e alla giovanissima nipote Shalama, in cerca di una nuova vita in terre non toccate dalla corruzione e dalla stregoneria com'era e come stava diventando Milano in quei tempi.
Cangrande prosegue nel suo impegno ed intraprende la carriera Araldica dove lavora per diversi mesi. Ad aprile dell'anno successivo, viene proposto positivamente per l'assegnazione di una nuova Contea come premio per la sua dedizione ed il lavoro svolto presso il Collegio d'Araldica Imperiale Italico e diviene quindi Conte di Cornaredo, rinunciando purtroppo alla sua Baronia di Torrechiara.
Enrico Connor si trasferisce da Piacenza a Parma, portando con se sua figlia che aveva da poco riconosciuto come tale, conosciuta fino ad allora come Afrodite_, chiamandola Corinne Eileen in onore della madre.

Nei primi mesi dell'anno successivo alla sua partenza, la nipote Shalama intraprende con successo la vita religiosa che la porta in poco tempo a ricoprire il ruolo di Parroco in diverse città della penisola per giungere infine ad essere nominata nell'ottobre come Parroco e Vescovo di Parma. Nel 1463 viene nominata inoltre come Inquisitore, Vicario Generale di Ravenna e Presidente dell'Ufficialità Nazionale italofona a Roma.
La vita dei restanti membri del casato trascorre tranquilla. Cangrande si ritira a gestire i suoi possedimenti terrieri nella Valle dei Cavalieri, tra i fiumi Enza e Cedra, scomparendo di fatto dalla vita attiva del Ducato.
La nipote Corinne Eileen si sposa con Edoardo di Montefeltro a Mantua, dove si trasferirà a vivere. Con il marito avrà quattro figli ma il matrimonio durerà poco meno di un anno. Deciderà di lasciare l'Italia viaggiando per il mediterraneo toccando anche le sponde di Alexandria, in Egitto. Troverà residenza a Lezhe in Albania dove ricoprirà cariche di minor importanza.
Corinne, grazie al suo ritiro passato tra monaci e biblioteche, intraprende una rapida carriera in seno all'Università, raggiungendo la nomina di Senatrice. Nello stesso anno in maggio viene eletta in Consiglio Ducale nella lista del partito Migliora Milano, ricoprendo il ruolo di Sergente, ricevendo dalle mani della Duchessa Virginia Von Bismark, la Contea di Roncaglia, sulle rive del Nure, alle porte di Piacenza ottenendo di fatto il controllo della periferia della città. Continuando nella carriera universitaria, viene eletta come Magnifico Rettore per due mandati consecutivi, da novembre del 1464 e aprile del 1465.
Tancredi nomina la figlia Jolene come Signora di Copermio alla fine di ottobre del 1464 e riprende la carica di Conestabile delle Compagnie Militari Milanesi il primo di novembre. Qualche settimana dopo viene nominato Rappresentante militare per le province italofone entrando nel Consiglio di guerra Imperiale e si dirige come inviato nella Repubblica di Firenze, oggetto di aspri conflitti interni che vedevano la nobiltà lottare contro un gruppo di separatisti imperiali, debellati grazie all'intervento delle truppe imperiali comandate direttamente dall'Imperatore Elias in persona. Rientrato a Parma nel gennaio dell'anno successivo, riprende a dedicarsi a dirigere la costruzione delle mura cittadine.
La famiglia spinge Enrico Connor a candidarsi nello stesso partito in cui ha militato la madre, facendosi eleggere nel LXI Consiglio, agli inizi del 1465 come Portavoce.
Verso la fine dell'estate, Minerva e la sua famiglia del ramo cadetto del Casato, si trasferisce a La Spezia, lasciando la guida della città di Parma dopo anni di governo, alla madre Corinne. Torna a Parma dopo anni di assenza la nipote Corinne Eileen, figlia di Enrico, dopo aver abitato per qualche mese a Verona. Da subito da prova della sua volontà di crescere ed affermarsi nuovamente a Parma e diviene Viceprefetto.
Tancredi viene contattato durante l'estate da sua nipote, la Duchessa Imperiale di Carinzia Eriti Velia Malipiero Giustiniani Longo con l'intenzione di concedergli il controllo di un feudo nella sua regione ed il titolo di Burgravio di Greifenberg. Tancredi accetta l'onore e gli oneri di rappresentare la nipote, assieme all'amico Gordias a cui verrà assegnato il medesimo titolo, entrando così di fatto nella nobiltà imperiale e nella Dieta in sua rappresentanza. La Patente viene siglata dalle parti il giorno 18 di settembre del 1465 e convalidata dal Re d'Armi Imperiale il 28 dello stesso mese.


Ultima modifica di Tancredi il Gio Set 21, 2017 10:21 pm, modificato 8 volte
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