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 [GdR] L'esercito chiama

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Sir_McPaulus

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MessaggioTitolo: [GdR] L'esercito chiama   Gio Mar 15, 2012 2:12 am

Erano trascorsi molti giorni dall'arrivo di Alessandro a Parma.
Aveva passato un periodo di riposo lontano dalla solita Alessandria e lontano dall'esercito, nei luoghi d'origine della sua famiglia.
Le giornate trascorsero sempre tranquille, anche se ritornare a Parma, e soprattutto nei boschi attorno a quella ridente città fecero ritornare in mente al giovane soldato i tristi momenti vissuti durante quella fatidica battuta di caccia in cui perse la vita la sua adorata madre.
Il cambio, seppur temporaneo, di residenza era servito al ragazzo per mettere in ordine un po' di idee, anche se, a conti fatti, questo impegnò praticamente tutte le giornate di Alessandro, che trascurò i suoi amatissimi zii, pur vivendo con loro...e come spesso accade si rese conto di tutto ciò quando un giorno trovò sul suo scrittoio una lettera, chiusa con la ceralacca rossa su cui era stato impresso lo stemma dell'esercito di Milano.
Aprì quella lettera quasi stizzito "Saranno le solite informative del cavolo" pensò mentre rompeva il sigillo...il contenuto della lettera risultò invece essere tutto fuorchè banale.
Non vi era specificato nulla, ma veniva chiesto al soldato di presentarsi al comando più vicino per comunicare la sua posizione, lo stato di salute e quello degli armamenti.
Subito dopo aver letto la lettera il soldato girò lo sguardo verso la sua spada e lo scudo accuratamente riposti sopra un baule quadrato contenente il resto dell'armatura, quindi vi si avvicinò e accarezzò la superficie dello scudo segnata da alcuni fendenti...dopo pochi istanti prese la sua adorata spada per l'elsa e la sguainò con un movimento deciso...era ancora perfettamente lucida come una volta...tagliente come un rasoio, sembrava leggera come un filo d'erba, ma era capace di fendenti estremamente potenti...il fodero di cuoio emanava un leggero odore di pelle, frammisto all'odore del metallo e dal fondo risaliva il profumo dolce e allo stesso tempo pungente della morte, che quella spada aveva portato a qualche brigante. Poco sopra la guardia Alessandro aveva fatto incidere una piccola falce di luna, in ricordo della madre, e proprio lì avvicinò le sue labbra baciando la lama della spada prima di riporla nel suo guscio.

Dopo poche ore il soldato era già corso nel comando più vicino a comunicare quanto chiesto nella missiva, e rimase in attesa di ordini...
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Sir_McPaulus

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MessaggioTitolo: Re: [GdR] L'esercito chiama   Gio Mar 15, 2012 10:12 am

Erano trascorsi solo 2 giorni dall'arrivo di quella missiva e Alessandro sembrava ancora più chiuso in sé.
Era pieno di dubbi su cosa fare del suo futuro...l'esercito gli aveva regalato grandi emozioni e lo aveva fatto diventare l'uomo che è ora, ma negli ultimi tempi solo la noia aveva riempito le giornate da soldato del ragazzo...
Mentre passeggiava tra gli alberi da frutto del giardino dello zio (ce li hai vero? Razz) che erano stati sapientemente potati qualche giorno prima dall'abile giardiniere del Conte, sentì un cavallo risalire la strada a tutta velocità...corse per qualche metro nella direzione del rumore per poter vedere chi arrivasse tanto di fretta...era un messaggero dell'esercito.
Senza esitare Alessandro lo chiamò a gran voce e questi, sentitosi chiamare, arrestò il cavallo e guardò da che parte fosse il ragazzo, e una volta individuatolo riprese a galoppare nella sua direzione.
Gli consegnò in gran fretta una seconda missiva, anche questa sigillata con la ceralacca e col simbolo di Milano ben visibile al centro, e quindi corse via in un baleno in groppa al suo cavallo marrone scuro...
Alessandro aprì la lettera e lesse...le mani gli tremavano...tutti i suoi dubbi degli ultimi 2 giorni svanirono in un istante. Era appena stato richiamato ad Alessandria, lui era furiere di quella compagnia e la merce era chiusa a chiave nel suo magazzino...bisognava controllare quanta ce ne fosse e in che stato di conservazione, questo era il motivo specificato per il suo rientro...ma Alessandro carpì qualcos'altro da quella lettera...tra le righe sembrava ci fosse scritto qualcosa di non ben definito, ma che fece accapponare la pelle al ragazzo per un istante, prima di decidersi a preparare le sue cose e informare i suoi zii e gli altri parenti presenti a Parma della sua imminente partenza...
Il cavallo era pronto, bastava solo sellarlo, e Alessandro chiese che il suo cavallo fosse pronto un'ora dopo il tramonto;
"Viaggerò stanotte, col favore delle tenebre"...
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