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 I Famigliari: Cangrande dei Rossi, Visconte di Montechiarugolo e Barone di Torrechiara.

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Fahellas

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MessaggioTitolo: I Famigliari: Cangrande dei Rossi, Visconte di Montechiarugolo e Barone di Torrechiara.   Sab Mag 29, 2010 12:03 am

S.S. Cangrande Killian Dei Rossi , Visconte di Montechiarugolo e Barone di Torrechiara.


Inquartato: nel primo di rosso all'aquila d'oro; nel secondo di Dei Rossi ; nel terzo d'azzurro alle spade d'argento guarnite d'oro incrociate in decusse; nel quarto di rosso al toro rampante d'oro; sul tutto scaccato di rosso e d'argento alla biscia d'azzurro. Timbrato di corona viscomitale e accollato da lambrecchini di rosso, d'argento e d'oro e d'azzurro. Motto : NEC DESCENDERE NEC MORARI

Fahellas nacque a Verona nella nobile famiglia dei Della Scala.
Ma durante il suo decimo anno di vita i suoi genitori vennero assassinati durante una ribellione nella quale lo stesso bambino avrebbe perso la vita se non fosse stato per un servo di famiglia che lo salvò e lo condusse ad Alessandria a costo della vita, infatti egli era da tempo malato e morì pochi giorni dopo l'arrivo.

La sua vita nella cittadina milanese procedette tranquilla, la presenza di molti amici e i suoi maialini lo distrassero dalla mancanza della famiglia d’origine. Tra le solite liti cittadine tra il Casato Ridolfi e quello asburgico il giovane porcaro crebbe e iniziò a darsi da fare per la sua città.

La sua vita cambiò completamente nell’agosto del 1456, quando il Capitano dell’esercito milanese Tancredi visitò Alessandria con la sua affascinante dama Ladyshivani; subito tra la donna e il ragazzo si istaurò un bellissima rapporto, tanto da portare la dama a chiedere al fidanzato di adottare l’umile giovane. Tancredi famoso per il suo valore e coraggio dimostrò di avere anche un gran cuore e accolse Fahellas nella sua figlia con il nome di Killian Cangrande dei Rossi.

Seguendo le gesta del padre il giovane si arruolò nell’Esercito milanese per difendere la propria patria e per movimentare la sua vita campestre. Dopo un viaggio nel Ducato, nel quale visitò molte città e incontrò splendide persone, decise di mettere il suo tempo al servizio della città e venne nominato Viceprefetto Capo di Alessandria. Ma in questo periodo oltre al lavoro conobbe anche l’amore; si innamorò perdutamente di una fanciulla di nobile famiglia, Bigle81, bellissima e tenerissima, che con i suoi modi riusciva a equilibrare la vena di pazzia del giovane porcaro.

Vennè il tempo di guardare un po’ più in grande, e grazie al padre decise di provare con la strada politica e entrò nella grande famiglia Agorà dove conobbe la sua cara zia Polimnia, Lorelay, Lupasky e molti altri personaggi che avevano dato molto a quel ducato.

La vita proseguiva serena, tra amici e parenti, tra addestramenti e viaggi, ma Fahellas diventava sempre più cupo e pensieroso, si dimise dalla prefettura e passava sempre più tempo da solo. Non sapeva più cosa voleva nella sua vita, era stanco e insoddisfatto, nemmeno la vicinanza della sua amata riusciva a colmare queste sensazioni negative che portarono il giovane a prendere una decisione drastica ma al momento necessaria: abbandonò tutto e tutti, se ne andò una notte senza salutare genitori, fratelli o sorelle, sentendosi un verme ma sapendo che era l’unico modo per ritrovare se stesso. Si recò in un monastero e vi restò per alcuni mesi, cercando la serenità perduta.

Dopo mesi, ritrovata la voglia di vivere, decise di ritornare a casa, vergognandosi delle sue azioni passate; la città era cambiata, molti se n’erano andati e molti nuovi erano giunti, ma non credeva che sarebbe stato accolto cosi bene dalla sua amata e dai suoi amici. Subito venne a sapere che Milano era in guerra e senza pensarci due volte prese cavallo e viveri e si diresse al fronte per mettersi al servizio del padre che sicuramente era amareggiato dalla sua scomparsa improvvisa. Al fronte incontrò moltissimi soldati, tutti valorosi e fieri di servire il ducato; il padre lo riaccolse nel migliore dei modi e lo fece partecipe di quella strana guerra finita un po’ malamente.

Alla fine della guerra Fahellas ritornò ad Alessandria dalla sua amata, riprese la vita di tutti i giorni, ma ben consapevole che presto ci sarebbero stati nuovi cambiamenti nella sua vita da porcaro…


Ed infatti i cambienti non tardarono ad arrivare, poco tempo dopo Bigle mise alla luce la piccola Eline; la bambina crescette in fretta, ogni giorno diventava più adorabile, più scatenata, piu importante per lui; ormai era tutta la sua vita, le insegnò ogni cosa, dall'uso delle armi all'allevamento dei maiali. Ma, come succede spesso,i momenti felici non durarono molto; l'amore tra il giovane e Bigle non era più lo stesso, ciò venne aggravato dalla famiglia di lei che tanto male si era comportata nei loro confronti, fino al punto di costringerla ad abbandonare Alessandria. Cosi le strade dei due si separarono e a Fahellas restava solo la sua piccola adorata Eline che però da solo,sapeva, difficlmente sarebbe riuscito a crescere, senza trascurarla.

Nei mesi successivi, dopo essere stato Tribuno, decise di candidarsi Sindaco e guidò la città per due mesi nel miglior modo a lui possibile; ci mise anima e corpo, trovando anche ostacoli portati dall'invidia o dalle incomprensioni, ma, nel suo mandato fu aiutato e conobbe meglio splendide persone, senza le quali non molto sarebbe riuscito a fare; una di questa era dama Robyb, sempre disponibile, sempre efficiente con un bel caratterino che però il sindaco adorava.

Purtroppo però come prevedibile, il lavoro in Municipio gli permetteva sempre meno di dedicarsi alla sua piccola e fu cosi che dopo due mesi decise di ritirarsi, almeno per il momento, dalla politica cittadina. A nuove elezioni avvenute e dopo essere stato nominato Comandante del proprio battaglione nell'Esercito decise di partire per Parma, con l'ormai inseparabile Roby, per andare a prendere Eline che era là in vacanza dai nonni. Durante il viaggio ebbe modo di andar a trovare la sorella Siria, sindaco di Guastalla.

A Parma le giornate trascorrevano tranquille e monotone, ma l'affiatamento tra Cangrande e Rosa cresceva sempre più, tanto che i due decisero di fidanzarsi per l'enorme felicità di Eline che tanto adorava la donna. Subito dopo la nuova coppia accolse nella famiglia la piccola Nuvola_Sbarazzina, una trovatella così carina e simpatica che fece subito innamorare i due. La vita di Fahellas alla vigilia della sua partenza per Alessandria sembrava di nuovo essersi messa nel giusto modo, ma solo Aristotele poteva sapere ciò che attendeva ancora il bel figliolo del Capitan Tancredi.


to be continued...
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